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CALCIO, VINCENZO CIRILLO SI CANDIDA A PRESIDENZA FIGC CAMPANIA

28 novembre 2017 Sport

“Vivo da sempre il mondo del calcio con immutata passione. Con lo stesso entusiasmo che ha caratterizzato il mio percorso, oggi ho deciso di mettere la mia esperienza al servizio di un sistema che ha urgente bisogno di riacquistare la propria dignità, partendo dalle regole, dalla programmazione e dal confronto con le società”. Così Vincenzo Cirillo presenta la sua candidatura alla presidenza del Comitato regionale Campania della Figc, dopo aver svolto le funzioni di giudice sportivo, componente della Commissione disciplinare e di vicedelegato della Provincia di Napoli. “Nei giorni scorsi  – precisa Cirillo – ho chiesto ufficialmente al commissario straordinario, a tutte le autorità sportive istituzionali del calcio e dello sport e al ministro dello Sport di garantire rigore assoluto nelle procedure elettorali e pari condizioni per tutti i candidati. Per la mia formazione giuridica e per i valori che hanno animato il mio impegno professionale, sociale e sportivo, non tollererò criteri antidemocratici. Perché prima del programma, che presenterò tra pochi giorni, considero prioritario ripartire dalle regole e rompere un circolo vizioso che ha portato le società a non sentirsi più il cuore pulsante del Comitato e a considerare quest’ultimo come una proprietà privata in mano a pochi, un’entità fredda, lontana da quelle decine migliaia di professionisti e dilettanti che amano questo sport”. “Con il mio programma – aggiunge Cirillo – che sto condividendo con le società in questi giorni, vorrei rendere il sistema moderno e virtuoso lavorando su cinque aspetti prioritari: l’impiantistica, la sicurezza degli atleti, la riforma del settore giovanile e del tesseramento, la riduzione degli sprechi e l’abbattimento dei costi, l’utilizzo di meccanismi premiali per agevolare le iscrizioni delle società. Sono obiettivi ambiziosi e per questo sto preparando una squadra rappresentativa della base societaria che abbia come requisiti la passione, la competenza specifica e la volontà di sacrificarsi per il calcio”. “Il fallimento della Nazionale azzurra – conclude – è figlio di una mancanza di programmazione e di logiche di gestione ormai superate. L’esperienza di altri Paesi dimostra che per ottenere risultati a livello nazionale e internazionale occorre partire dalla base e dai territori. Abbiamo una forte motivazione e una grande ambizione: ridare dignità al calcio campano e trasformarlo in un modello per tutto il movimento italiano”.

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