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CdA Rai, Mattiucci: “Mi candido per portare nuove idee e un programma chiaro”

14 giugno 2018 Politica

“Nell’elenco di soliti noti o di illustri sconosciuti delle candidature arrivate alla Camera dei Deputati ci sono anche professionisti dell’informazione e della comunicazione che hanno le carte in regola per cambiare davvero il futuro del servizio pubblico. Io ho deciso di candidarmi perché questa può essere davvero l’occasione per portare idee nuove e un programma chiaro proprio dove di solito ha vinto solo la lottizzazione. Il confronto con le rappresentanze partitiche è necessario e importante, ma è pensabile che ci si ritrovi ad avere un consiglio di soggetti che rispondono in via esclusiva ai partiti. Voglio un Cda che pensi con la propria testa”. E’ quanto ha dichiarato il giornalista e manager Luca Mattiucci, 36 anni, che ha lanciato la sua candidatura sui social con la campagna “#LaRaichevorrei”, per raccogliere consigli e desideri sulla Rai di domani. Mattiucci ha lanciato dal suo blog un programma diviso in tre aree d’interesse, quali visione, trasformazione e sostenibilità, con al centro il ruolo dell’innovazione, della qualità e delle professionalità da rilanciare dentro e fuori l’azienda e l’idea di far devolvere parte del compenso dei consiglieri del Cda a un fondo per le produzioni e il cinema indipendente .”#LaRaichevorrei – ha spiegato Mattiucci – punta sulla sostenibilità ed è lontana dalle vecchie lobby di potere e investe sui giovani per sviluppare nuovi modelli culturali e di business, forte del canone certo, destina parte dei proventi pubblicitari per creare un innovation lab. La Rai che vorrei non appalta più qualunque decisione e programmi ad agenti ed agenzie esterne ma punta sulle professionalità che ha al suo interno razionalizzando le produzioni. L’azienda pubblica è uno dei più importanti broadcaster in Europa ma oggi è ancora un elefante appesantito dal ritardo accumulato nell’innovazione tecnologica e digitale, l’Italia deve recuperare il tempo perso, siamo oltre il 20esimo posto nell’indice digitale europeo”. “La mia proposta – ha aggiunto – è tesa da un lato ad un rinnovamento che vuole scardinare le logiche tradizionali in favore di un’attenzione crescente e costante a indici come qualità, bilanci, libertà di espressione e ascolti, che rimette al centro la creazione di cultura dall’altra è tesa a sviluppare un rapporto di fiducia e trasparenza con l’attuale esecutivo, tenendo sempre ben presente come obiettivo superiore l’interesse collettivo dovuto al telespettatore e più in generale ai cittadini”.

 

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