sabato 21 luglio 2018 07:57:36
omninapoli

Imprese: il Gruppo Menarini da Napoli in Germania per offrire oltre 6mila posti di lavoro

11 luglio 2018 Economia

“Sembrava impossibile che degli  italiani potessero realizzare in Germania un progetto imprenditoriale, anche per i pregiudizi che spesso ci accompagnano. Invece, non solo siamo entrati nel più grande mercato farmaceutico europeo e nell’ex Unione Sovietica quando è caduto il muro, ma abbiamo portato tanto lavoro in un momento di transizione difficile”. A dichiararlo Attilio Sebastio, direttore amministrativo di Berlin Chemie, sede  tedesca della farmaceutica Menarini, il Gruppo napoletano che nel 1992 ha acquistato l’azienda farmaceutica tedesca, nata nel 1890 e statalizzata dopo la seconda guerra mondiale, che oggi è attiva in più di 30 paesi dell’est europeo con un  fatturato di 1 miliardo e 600 milioni l’anno e un aumento della produzione del 15% negli ultimi 5 anni. Sono circa 6200 le persone impiegate, 2300 delle quali tedesche, con tanti giovani. “Invece di smembrare l’azienda  e di licenziare i dipendenti – ha raccontato Sebastio – abbiamo investito in produzione, marketing, distribuzione, vendite e informazione medico scientifica. Il risultato è che oggi siamo una delle pochissime storie di successo nella privatizzazione delle aziende della ex Germania dell’Est”. Oltre alla produzione, grande importanza è data alla ricerca: “Berlin Chemie – ha spiegato il direttore amministrativo – oggi è il sito produttivo più grande del Gruppo (che comprende anche gli hub di Firenze, Barcellona e Singapore) e nel 2012 è partito un importante progetto di ricerca nel campo dell’oncologia”. Grande spazio nell’azienda è riservato ai giovani, che, per Sebastio, “sono il nostro patrimonio e a loro dedichiamo tanta formazione grazie all’alternanza scuola-lavoro: in un certo senso creiamo un ‘vivaio’ di ragazzi che vengono ad imparare da noi ed in seguito hanno la possibilità di entrare in azienda dopo aver acquisito realmente una serie di competenze”. Prospettive anche per i diversamente abili, “assunti nell’azienda e inclusi nello staff al pari degli altri”. “Attualmente – ha spiegato Sebastio – ne sono impiegati  40;  a loro affidiamo mansioni più semplici e meno stancanti, sono seguiti da due persone specializzate e tutti  loro si sentono parte integrante della nostra grande famiglia”.

Condividi questo articolo