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MUNICIPALITÀ, DE GIOVANNI: PRIMA ESPRIME PARERE CONTRARIO ALL’APPROVAZIONE DUP

20 aprile 2018 Politica

“Il Consiglio della prima Municipalità, all’unanimità, ha espresso parere contrario all’approvazione del Dup e del bilancio di previsione che saranno discussi la settimana prossima dal Consiglio comunale». A darne notizia il presidente della Municipalità Francesco de Giovanni. «Secondo il regolamento interno, l’assemblea di via Verdi sarà costretta a fornire “adeguate motivazioni” per procedere comunque all’approvazione – prosegue il presidente – Tra le criticità rilevate ci sono l’improcedibilità all’approvazione del Dup in quanto sprovvisto del piano alienazioni immobiliari che, ai sensi del Dlgs 118/2011, ne costituisce allegato indefettibile; l’impossibilità di approvare il Dup in quanto atto presupposto al bilancio di previsione, ne preclude a sua volta l’approvazione».
«Nel parere della Municipalità – sottolinea de Giovanni -, predisposto dall’assessore Manfredi Nappi, è stato dedicato ampio spazio al patrimonio: la Giunta comunale, con la delibera n. 137 ha disposto la vendita di dieci immobili nemmeno stimati, tra cui Palazzo Cavalcanti, donato dal filantropo Giuseppe Signoriello nel 1940 per coprire l’importo della sanzione irrogata dalla sentenza della Corte dei Conti. La decisione si pone in aperta violazione delle disposizioni testamentarie, secondo cui quel bene no può essere né frazionato né alienato e le relative rendite devono essere destinate al mantenimento della Casa di Cura realizzata dallo stesso benefattore nel quartiere Secondigliano. Con questa decisione, l’amministrazione comunale tradisce un nobile scopo e, cerca di rimediare le accertate irregolarità contabili di cui si è macchiata a scapito dei più deboli – o, sarebbe il caso di dire, degli ultimi – a cui è dedicato quell’edificio».
«Inoltre – conclude il presidente della prima Municipalità -, sotto un profilo più politico, la Municipalità ha chiesto subordinarsi qualsiasi vendita del patrimonio immobiliare alla regolare gestione e messa a reddito dei cosiddetti beni comuni. Secondo quanto disposto dalla delibera consiliare 7/2015, questi beni dovrebbero essere assegnati a seguito di procedura ad evidenza pubblica, ponendo a carico degli assegnatari gli oneri di manutenzione ordinaria e straordinaria, viceversa, sono occupati da centri sociali a cui viene pagata acqua, luce e gas dal Comune».

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