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R.T. IMPRESA GESTIONE RIFIUTI, AGLI ESAMI DI NAPOLI PROMOSSI SOLO 7% ISCRITTI

17 gennaio 2018 Lavoro/Sindacato

Sui 257 allievi che si sono presentati all’esame, solo 18 hanno conseguito l’abilitazione professionale. In pratica, il 7 percento degli allievi, un fallimento totale. Parliamo dell’esame dello scorso 9 gennaio come Responsabile Tecnico Impresa Gestione Rifiuti, figura professionale al centro di una polemica finita anche in Tribunale e che vede protagoniste le agenzie formative campane, in prima linea contro una circolare ministeriale che lo scorso maggio ha di fatto affidato la certificazione di questa qualifica professionale all’Albo Nazionale Gestori Ambientali. “Il primo esame del nuovo corso di Responsabile Tecnico Impresa Gestione Rifiuti tenutosi a Venezia lo scorso 19 dicembre – afferma Luca Lanzetta, presidente del Movimento Libero e Autonomo, associazione che raccoglie oltre 300 agenzie formative campane – è stata un’ecatombe. Solo il 20 percento circa degli esaminandi è riuscito a conseguire l’ambita abilitazione, al centro di una querelle ancora viva. Un dato che per assurdo ha fatto festeggiare i nuovi enti che erogano i corsi di formazione in questione: non sono esami farsa, qualcuno ha tenuto ad esclamare”. “I dati degli esami napoletani – continua Lanzetta – invece confermano che di farsa si tratta. Noi, sia chiaro, non contestiamo l’esame, ma il percorso formativo che dovrebbe adeguatamente preparare gli allievi ad esso. Siamo convinti che qualsiasi coefficiente d’efficacia del percorso formativo inferiore o uguale al 70 percento di promossi all’esame è da considerarsi negativo. Non solo, ma queste preparazioni ci risultano costare 1800 euro a fronte di soli tre giorni di formazione. Una quota ingiustificabile: per la stessa cifra, le agenzie formative erogavano corsi trimestrali”. Il Movimento Libero e Autonomo, unitamente al Si.Form., a capo di un pool di agenzie formative, ha avviato un procedimento al TAR contro questo nuovo iter formativo; ricorso a cui anche la Regione Campania ha dato il suo appoggio con un intervento ad adiuvandum. “Riteniamo – spiega Lanzetta – che questa scelta ministeriale abbia in primis violato il principio che prevede che la formazione professionale sia competenza regionale. Non solo, ma l’attuale Presidente dell’Albo in questione, Eugenio Onori, risulta essere (in un caso di conflitto d’interessi non di poco conto) relatore – nonché garante – della Scuola di Formazione per Responsabile Tecnico Impresa Gestione Rifiuti promossa da Tuttambiente. Insomma, il formatore prepara gli allievi a test validati dall’ente che presiede”. Al momento il procedimento al TAR è in attesa delle considerazioni del merito. “Noi – conclude Lanzetta – che in realtà siamo sempre benpensanti e riteniamo che quella di Onori sia solo una caduta di stile, non permettendoci mai di fare allusioni, ci limitiamo a sottolineare che il solo dato relativo ai promossi all’esame abilitante dovrebbe mettere in discussione tutto il sistema che si è venuto a creare. Una formazione costosa e frettolosa – reinterpretando un vecchio adagio di cui prima – fa i corsisti fessi”.

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