sabato 21 luglio 2018 07:50:08
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Salute e media, forum promuove educazione sanitaria e no fake news

18 maggio 2018 focus

Il rapporto tra salute e informazione, in epoca di cure fai da te, è un tema indifferibile. Numerosi sono i casi in cui, purtroppo, nonostante i richiami provenienti da parte delle istituzioni del mondo della sanità, il paziente di turno continua a seguire terapie che non hanno fondamento scientifico. Per questo, il compito dei media, specialmente sul fronte medicina, è sempre più delicato. Di questo se n’è discusso oggi a Napoli, nell’ambito della 2° edizione del Vulva Forum, durante il dibattito su “I genitali femminili: tra pudore e sensualità, dolore e piacere – difficoltà e opportunità di una comunicazione corretta sulla patologia vulvare” a cui hanno partecipato i giornalisti Alessandro Barbano (direttore Il Mattino), Chiara del Gaudio (Rai1 – Uno Mattina), Donatella Romani (Web Medicina e Informazioni) e Maria Laura Veneziano (Rai Isoradio) con i medici Giuseppe Laurelli, Pietro Lippa, Luciano Mariani, Giuseppe Saggese e Paola Salzano.

A coordinare i lavori la ginecologa Alessandra Graziottin, presidente del congresso (segreteria organizzativa a cura di Pjevent). L’importanza dei media è quella di trasferire l’educazione sanitaria alla popolazione e, per farlo, devono non cedere alla tentazione di disintermediare il sapere, di costruire terapie fai da te o stranezze, ma quello di avvicinare e tradurre per i cittadini le domande di senso comune che la gente si fa. Si tratta di un’opera di mediazione fondamentale che deve rispettare le gerarchie del sapere”, ha detto il direttore Alessandro Barbano.

La cosa più importante per chi si rivolge al web è trovare informazioni affidabili e scientificamente validate quindi un’informazione corretta che eviti i ‘viaggi della speranza virtuale’ cioè navigare in siti che propongono soluzioni alternative senza nessuna validità ma che per i pazienti possano essere di conforto e di speranza. Servono informazioni rigorose, veicolate con un linguaggio semplice che sia di reale aiuto perché il paziente informato è un paziente che ha maggior compliance e miglior rapporto con il proprio medico”, ha aggiunto Donatella Romani.

Per Chiara Del Gaudio, “Il nostro miglior alleato sono le immagini.  Ma il nostro peggior nemico è il telecomando. Per fare informazione scientifica in tv servono chiarezza espositiva, sintesi e tanta onestà. Il nostro contributo alla prevenzione non può che essere una corretta informazione su approcci terapeutici che possano essere garantiti a tutti”.

La radio non ha il supporto delle immagini perciò occorre esprimersi con un linguaggio che catturi l’attenzione degli ascoltatori, sintonizzati costantemente sulle nostre frequenze per essere aggiornati sulla viabilità. In 3-4 minuti al massimo, che in radio rappresentano un’eternità, bisogna lanciare messaggi chiari e diretti con parole semplici, alla portata di tutti”, ha concluso Maria Laura Veneziano.

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