Ti voglio bene assai. Storia e (filosofia) della canzona napoletana

Ti voglio bene assai. Storia e (filosofia) della canzona napoletana

di Luciano De Crescenzo

"Abbiate premura che, mentre leggete questo libro, non ci sia nessuno attorno. Non mi assumo nessuna responsabilità se vi ritroverete improvvisamente a canticchiare". È come se le canzoni fossero dei tamburi emozionali che influenzano il battito del nostro cuore. Quando siamo felici, il battito accelera e ci regala un ritmo scanzonato, quando siamo un po' tristi, invece, il battito rallenta e prende la forma di una malinconica nenia. Ci consolano, sono una specie di medicina, un antinfiammatorio dell'anima.

Persino Platone e Aristotele erano convinti che l'arte della musica potesse ristabilire l'equilibrio interiore e in alcuni casi incidere sulla morale dell'individuo. Io sono stato fortunato perché sono nato a Napoli, quella che può essere considerata per definizione la città del canto. Questo libro è la prova provata che Napoli è la patria della canzone: Era de maggio, 'O sole mio, Torna a Surriento, 'O surdato 'nnammurato, Tammurriata nera, Malafemmena... Anzi, forse in fondo Napoli stessa è una canzone.