Accenti d'amore e di sdegno

Accenti d'amore e di sdegno

di Gino Ragusa Di Romano

Pensieri, parole, versi, racconti: mezzi a disposizione dell'intelletto umano per trovare il coraggio di dire ciò che molti tacciono, per ipocrisia o semplicemente per quel quieto vivere che porta all'alienazione del saper vivere nel mondo e per il mondo. "Litigare per costruire si può anche tollerare, ma litigare per demolire si deve condannare..." Suggerimenti sotto forma di riflessioni che sono ideali ritenuti ormai utopici per la realizzazione di un governo mondiale. Suggerimenti che hanno il sapore della saggezza, rincorsa da convegni e iniziative, ma lasciata sotto il banco appena i riflettori si spengono. "Non chiedere al giovane, al disperato, al ladro perchè delinque; dagli prima un lavoro, che lo interessi e lo impegni, ed una casa, dove possa vivere serenamente. Poi, se ancora delinque, cura la sua mente, fuori dalle prigioni, in veri giardini sanitari, dove tutto il personale, oltre che coi farmaci, curi soprattutto col cuore". Poesie che scivolano come "Scivola la mia vista con diletto/ sul panorama che il lago adorna/e che lo stesso zeffiro pieghetta..." Novelle condite con il sale dell'amicizia, quella grande rubata al mare delle intemperie. "Mi pento di ciò che ho fatto ed amico io ti sono. Sarò come quel cane, io ti aiuterò". "Hai ucciso il mio vecchio cane, ma nello stesso tempo è morto con esso anche il suo assassino..." (Patrizia Altomare)