Al di là della violenza

Al di là della violenza

di Jiddu Krishnamurti

"Abbiamo costruito una società che è violenta", dice Krishnamurti, "e noi, in quanto esseri umani, siamo violenti.

Ecco perciò la domanda più importante: è possibile metter fine a questa tremenda violenza in noi stessi?".

Tecnologicamente l'uomo ha fatto enormi passi in avanti, ma nella sua natura egli rimane quello che era migliaia di anni fa: avido, invidioso, aggressivo e oppresso dal dolore.

Un fondamentale cambiamento deve operarsi nella psiche umana e tale cambiamento potrà arrivare solo attraverso la completa libertà dalla paura; se la mente non è assolutamente libera dalla paura, ogni forma di azione porterà ulteriore danno, infelicità, confusione. Il cambiamento nella società è di secondaria importanza, si produrrà infatti naturalmente quando gli esseri umani avranno compiuto, attraverso la meditazione e la vera religione, il cambiamento vitale in loro stessi. Deve esserci quell'ordine che nasce da una comprensione del disordine; il processo stesso del controllo alimenta il disordine, ma anche il suo opposto - la mancanza del controllo - alimenta il disordine. Cosicché è richiesta è l'immobilità della mente, la sua disciplina completa, quieta e straordinaria. La mente religiosa è luce a se stessa. L'unico problema è che l'essere umano deve produrre in se stesso, radicalmente e profondamente, una rivoluzione; e tale opera richiede tutta una vita.